La politica nel tennis tavolo

Pubblicato: 18 novembre, 2008 in Politica, Tennis Tavolo

Come in ogni ambito, come in ogni disciplina e come in ogni organizzazione che si rispetti anche nel tennis tavolo c’è la cosiddetta “politica sportiva”. In questo ambito il mio interesse è molto minore rispetto alla politica nazionale e locale, ma come mio solito fare amo interessarmi di quello che mi circonda. Tra meno di due settimane c’è il congresso nazionale della Fitet (Federazione Italiana Tennis Tavolo) e ci sono “due” schieramenti contrapposti. Dopo un’ attenta analisi e lettura dei rispettivi programmi, il mio appoggio è andato al “gruppo” del mitico Costantini (una colonna storica del tennis tavolo) che si contrappone alla dirigenza attuale ( potevo mai appoggiare il “potere” o la fazione maggioritaria? 🙂 )

In bocca al lupo a Costantini e co. per le prossime elezioni e una raccomandazione: tenete sempre vivo il tennis tavolo in televisione, magari migliorando quantità e qualità!!!! Io non potrò votare in quanto non delegato, ma il mio appoggio e quello di questo blog c’è tutto!!!

Il programma

16 Novembre 2008 da Ping Pong Italia 

A poco meno di 14 giorni dalle elezioni Fitet, quelle che daranno luogo al nuovo Consiglio Federale che porterà il movimento pongistico fino al 2012, si è deciso di pubblicare il programma operativo che sta alla base delle candidature di Bisi Giovanni, Ady Gorodetzky e Massimo Costantini.
Il lavoro che leggerete è frutto di interventi di molti appassionati, di contributi di idee esterne completamente disinteressate volte al solo fine di desiderare una FITeT migliore.
Questo programma intende essere un segno concreto e tangibile rivolto a tutto il movimento.
Il programma si compone di 5 grandi linee guida ognuna delle quali ha al suo interno lo sviluppo più specifico.
Buona lettura

LINEE PROGRAMMATICHE

  • il sistema Fitet
  • l’attenzione agli affiliati
  • lo sviluppo del movimento
  • la questione tecnica
  • la comunicazione

Il sistema FITeT

il sistema dei voti
il funzionamento della macchina federale
l’attivitá agonistica
il rapporto con le Regioni
il contesto internazionale


Il Sistema dei Voti
Le vicende successe nella primavera del 2008, in materia di revisione della tabella voti, hanno dato la spinta per un’ulteriore riflessione circa l’attribuzione dei voti plurimi o voti aggiuntivi, la più assurda delle anomalie FITeT. E’ nostro fermo convincimento che la tabella voti deve essere rivista in tutto il suo impianto e sviluppo.
Il CONI indica chiaramente che una differenziazione può essere prevista rispetto ad una diversa qualità di risultati. L’aberrazione che si è venuta a creare nel corso degli anni, è stata la generalizzazione dell’attribuzione dei voti, istituendo un sistema perverso capace solo di premiare le società con maggiori possibilità economiche. Infatti, in ogni gara di ogni categoria una società ha la possibilità di produrre voti, risultato: un’eccessiva disparità tra le società con un’evidente avvilimento della dignità delle società stesse.
Una delle priorità è la revisione della tabella voti contenuta nello Statuto Federale con un intento molto preciso, ripristinare la democrazia attraverso la restituzione del potere alle società. È inaccettabile che una società valga 10-100-1000 volte più di un’altra società. Così come è inaccettabile che un atleta possieda centinaia di voti più di un altro atleta. Rientrano nello stesso discorso anche i tecnici.
Naturalmente le idee ci sono e, per forza di cose, dovranno essere condivise con le società. Inizierà sin da subito un confronto con tutte le società per ascoltare le loro idee e proposte, tenendo conto che l’attuale sistema non può essere preso in considerazione per uno sviluppo naturale delle società.
Ci sono già indicazioni di molti di voi che vorrebbero una testa un voto, come le vere democrazie, ci sono altri che suggeriscono che una società non può avere più del 10% dei voti complessivi regionali. Se abbiamo presente di fronte a noi l’obiettivo che, come si diceva, è quello di restituire dignità alle società, siamo convinti che in un modo o nell’altro la giusta soluzione verrà fuori.

Il Funzionamento Della Macchina Federale
La macchina federale deve avere 3 importanti caratteristiche:

  • L’EFFICIENZA
  • LA TRASPARENZA
  • IL SUO STAFF

L’efficienza inizia da una rinnovata competenza degli impiegati degli uffici federali capaci di dare immediatamente le risposte a tutte le istanze che, quotidianamente, arrivano a Roma. La questione dell’efficienza sarà anche un prolungamento dell’azione degli organi periferici (Comitati Regionali) e di tutta la componente federale compresi i Consiglieri Federali, membri di commissione, tecnici etc.
La trasparenza è il segno evidente che le cose si fanno e si migliorano con la verifica dei tesserati. Lo strumento che ci e vi aiutare sarà il portale web. Anch’esso sarà il metro di misurazione per una FITeT efficiente e trasparente.
Lo staff federale, ci piace vedere un Presidente manager, colui il quale individua le priorità di bilancio, che si preoccupa degli sponsor, che dia la strategia d’ampio respiro, a supportarlo ci saranno naturalmente i Consiglieri Federali, gli atleti, il tecnico, i cui ruoli saranno attivi e dinamici. La gestione della “res publica” si differenzierà dal passato attraverso una partecipazione diretta alla vita federale, infatti avranno delle vere e proprie deleghe politiche e operative. I membri di Commissione saranno anch’essi coinvolti nella macchina federale per il bene comune.

L’Attività Agonistica
Il dibattito che ha caratterizzato i nostri incontri è stato quello di individuare l’ideale dell’attività agonistica. Tutti sappiamo che la nostra attività si divide in:
attività agonistica individuale e attività agonistica di squadra
Nel corso degli anni forse, per forza dell’abitudine, non si è prestata particolare cura a questi due aspetti, simili ma diversi fra loro, che portano con sé tante disfunzioni che sono sotto gli occhi di tutti.
Non vi è dubbio che per noi l’attività agonistica è il motivo propulsore di una disciplina sportiva, tuttavia il dibattito in essere ha fatto nascere alcune osservazioni su cosa sia meglio fare: spingere di più l’attività individuale, quella di squadra, se si, in che percentuali?
La natura del nostro sport è di tipo individuale, questo è inequivocabile, quindi dobbiamo soffermarci su questo aspetto. 
L’obiettivo e’ di snellire l’attività che si svolge in una stagione rendendola più conforme alle esigenze del movimento. Potenziare e migliorare l’attività individuale significa anche ottimizzare l’attività di squadra. Occorre liberaliizzare il diritto di organizzare eventi, in particolare i tornei di singolo. Incentivare le occasioni per meglio far crescere la mentalità vincente nei nostri giovani. Bisogna fare un salto di qualità senza nulla togliere al livello individuale. Verranno predisposte una serie di misure cha offriranno la possibilità a molte società di località diverse di poter organizzare eventi anche nello stesso fine settimana o durante i giorni di festa. Il binomio di giocare di più e con più qualità sarà il nostro motto.
La formula dei campionati italiani che si svolgono in un’unica sede si è dimostrata non valida. Per noi è importante utilizzare il campionato italiano come veicolo promozionale diversificando l’offerta e cercando di andare incontro a quanti più appassionati possibili. Saranno previsti degli incentivi per coloro che riusciranno a qualificarsi alle categorie superiori. Anche per le gare giovanili verranno previsti incentivi a seconda della classifica.
Un progetto di revisione dell’attività agonistica non potrà essere sviluppato se non si realizza una piena e perfetta sintonia con tutte le realtà regionali.
 Il nostro obiettivo principe è la crescita tecnica che si deve concretizzare attraverso 6 elementi del nostro vivere la federazione:
l’attività individuale
l’attività  di squadre
le nazionali
le regioni
gli arbitri
le società
Al centro di questi elementi ci sono gli atleti, l’attenzione massima sarà dedicata a loro e la nostra struttura sarà a loro disposizione in tutto e per tutto.
L’attività di squadre dovrà essere rivista nel suo impianto tradizionale, ossia campionati per tutte le serie.
Occorre dare ordine ed ancora una volta stare attenti a quello che il movimento quotidianamente ci segnala.
Non possiamo considerare sulla stesso piano l’attività di alto livello e quella di livello medio basso, le esigenze non sono le medesime.
Non c’è dubbio che attraverso le competizioni di squadre dobbiamo raggiungere 2 obiettivi:
qualità e dignità.
La qualità è il segnale che il nostro livello è appetibile e sempre più stranieri di alta classifica possano avere l’ambizione di disputare i nostri campionati a squadre. Impostare un campionato di Elite, più professionistico con l’interessamento della televisione pubblica e, naturalmente, un investimento federale sembra ormai essere un esigenza improrogabile. Il campionato d’Elite è il nostro biglietto da visita per tutto il mondo esterno e lo dobbiamo confezionare nel miglior modo possibile.
Abbiamo tuttavia un obbligo che ci deriva dalle indicazioni del CONI: il 50% degli atleti a referto dovrà essere italiano e noi vogliamo tener fede alle indicazioni della Federazione delle Federazioni. Ma c’è un altro aspetto da non sottovalutare, la disaffezione dei tanti italiani che preferiscono giocare in serie minori e non mi riferisco solo alla serie A1, ma anche in altre serie quali la B o la C. 
Pertanto le formule di svolgimento dei vari campionati terranno conto proprio di questi aspetti: appetibilità con particolare  attenzione agli atleti italiani.
L’obiettivo è di sistemare i campionati di squadra nel modo più razionale, non più confusionario. Ancora una volta il nostro metodo sarà di ascoltare i vari protagonisti e di condividere le decisioni. Terremo in considerazione anche le istanze che verranno dai Comitati Regionali, veri interfaccia della Federazione.
Dignità.
Dignità significa giocare un campionato, qualunque campionato in luoghi adeguati, verrà predisposta una commissione che avrà il compito di vigilare e segnalare sulla condizione delle palestre dove si disputano i campionati, tutti i campionati. Gli arbitri avranno la possibilità
 di segnalare a referto le condizioni dei campi di gara. Daremo luogo anche a quello che sta avvenendo in Francia, la cosiddetta “labelizzazione” (tipo di attività, luogo di allenamenti dedicati, frequenza di allenamenti, numero dei praticanti, tecnici professionisti e così via), una sorta di censimento societario e stabilirne i connotati di affidabilità che sono la garanzia sia per i propri tesserati sia per la federazione stessa. 
E’ allo studio anche un’attività riservata ai giovani, diversa da quella attuale. La corsa al risultato precoce a tutti i costi, non sempre si rivela buona per il futuro dei ragazzi.
I veterani sono una risorsa fondamentale per il nostro movimento, il nostro pensiero è che debbano avere una propria collocazione, vivere di luce propria, aumentarne l’importanza. Ancora una volta il problema che ci troviamo di fronte è la confusione generalizzata.
Confusione che si accentua nelle varie categorie, I,II,III,IV, giovanissimi, ragazzi, allievi, juniores, U21, tornei di qualificazione, attività  regionale, italiani.
C’è solo un modo per gestire: semplificare.
Semplificare attraverso una razionalizzazione degli obiettivi. Il nostro obiettivo non è tante più gare=tanti più voti, il nostro obiettivo è migliorare il livello pongistico di tutti.
Attueremo infine un piano di assistenza per tutte quelle iniziative private che vorranno realizzare strutture dedicate al pingpong, mettendo a disposizione la nostra macchina federale in termini di aiuti diretti e indiretti.

Il Rapporto con le Regioni
Non si tratta semplicemente di avere un buon rapporto con la periferia, ma di migliorarlo attraverso una più fattiva collaborazione.
Se da una parte i Comitati Regionali sono chiamati a gestire l’attività locale, dall’altra non è detto che la funzione della FITeT sia solo quella di controllo; collaborazione significa confrontarsi, in particolar modo nel settore tecnico, quello che attualmente sente le maggiori differenze.
La Conferenza delle Regioni, che si svolge una volta all’anno, non è sufficiente, serve un più frequente interscambio di idee, proposte e iniziative. Con la periferie abbiamo in comune la promozione e senza di essa non possiamo realizzare la forte spinta che contiamo di dare in questa direzione.
 La collaborazione federale verrà garantita non solo attraverso la struttura federale, Presidenza, Consiglieri, Segreteria, uffici, ma anche dal settore tecnico.
Il rapporto con le Regioni non riguarda solo la federazione ma anche le società, per poter dar ulteriore prova di diretta corrispondenza tra i singoli appassionati, le regioni e le società, daremo la possibilità ai Comitati Regionali di usufruire del 5 per mille che i cittadini della Regioni corrispondente vorranno concedere.

Il Contesto Internazionale
Il Presidente della Federazione Europea è di diritto un nostro alleato e con lui ci attiveremo immediatamente per fare richiesta di un Open Europeo e, al tempo stesso, chiederemo al Presidente della Federazione Mondiale, Adham Sharara di assegnarci per il 2009 un Pro Tour, forse un entry level, dipenderà dalla Commissione Tecnica dell’ITTF.
I risultati internazionali delle società sono per noi motivo di grande soddisfazione, a tal proposito istituiremo degli incentivi a premio.

L’ATTENZIONE AGLI AFFILIATI

Il movimento pongistico è un qualcosa di estremamente vivo e dinamico. Gli affiliati sono la spina dorsale del nostro movimento a cominciare dalle società con i loro dirigenti, per passare agli atleti, ai tecnici e agli arbitri. Abbiamo in apertura segnalato come la macchina federale dovrà essere pronta a rispondere a tutte le istanze, e questo per noi è fondamentale, vogliamo che gli affiliati pensino ad una federazione affidabile e vicina a loro. Chiunque contattasse la struttura federale verrà richiamato nel giro di pochi minuti e sarete proprio voi, con i vostri commenti e suggerimenti a farci correggere a trovare le giuste misure per una proficua collaborazione. 
Predisporremo infine anche un numero verde.
La Commissione Federale Atleti, diretta discendente della Commissione Nazionale Atleti del CONI, istituita dal CIO, è uno strumento istituzionale importantissimo e indispensabile per la dignità dei nostri atletie per un migliol funzionamento della federazione, verrà convocata immediatamente dopo le elezioni, come uno dei primi provvedimenti.
E’ nostra intenzione istituire un forum annuale dei tecnici, come avviene in molte altre nazioni. Un forum dove ci sarà l’occasione di confrontarci, di discutere liberamente della tecnica, di come si dovrà procedere per il futuro, discutere sui materiali, le nuove tendenze, tutto ciò che riguarda la sfera tecnica e le sue problematiche.
Un miglior confronto fra arbitri e tecnici sarà necessario se vogliamo raggiungere quella forma di collaborazione utile agli atleti quanto agli arbitri. Anche per gli arbitri servirà utilizzare il metodo della collaborazione, inviteremo il settore ad essere più attento e migliorare la propria conoscenza in materia di gomme e di sostanze che alterano la prestazione dei materiali.
La carenza degli arbitri ci porta a non poter effettuare l’attività che vogliamo ed in quei casi in cui si gioca senza arbitri si generano troppi problemi. Inizieremo sin da subito una campagna di sensibilizzazione per aumentare il numero degli arbitri, in questo senso dovremo investire di più, il problema non è più rinviabile, poichè verremo meno alle aspettative degli atleti e delle società.
Negli ultimi tempi si è posta la questione stranieri, è indubbio che l’appartenenza ad una nazione deriva dalla cittadinanza, ma non si può tuttavia negare la possibilità di giocare a chi risiede in Italia e paga regolarmente le tasse. Il nostro metodo sarà dell’inclusione e non dell’esclusione, il tutto naturalmente nel rispetto di tutti. 
I regolamenti dovranno essere attenti e conformi ai cambiamenti che la società civile ci impone di fare.

LO SVILUPPO DEL MOVIMENTO

Quale obiettivo deve porsi una federazione se non il proprio sviluppo in termini qualitativi e quantitativi? E’ uno dei punti fondamentali del nostro statuto e ci dovremo concentrare su questo aspetto mettendo in campo tutte le risorse, da quelle economiche, a quelle dell’immagine FITeT, dall’utilizzo delle nazionali come veicolo promozionale a quello dell’impegno in prima persona degli uomini federali.
Questo obiettivo lo si raggiunge con l’impegno di tutti; di una cosa le società potranno essere certe, la federazione è al loro fianco. Noi ci saremo, non vi faremo mancare il nostro appoggio. Noi ci saremo in tutte le iniziative promozionali, nei rapporti con le scuole, con gli amministratori pubblici, con tutte quelle realtà che sono in stretto contatto con il vivere civile.
Pensiamo che un nuovo rapporto di collaborazione potrà nascere con i mezzi di informazione, media televisivi, carta stampata e internet.

LA QUESTIONE TECNICA

Tanti sono gli aspetti in cui ci dovremo confrontare e soprattutto impegnarci, ma la questione tecnica è di vitale importanza, non fosse altro per i finanziamenti che ci derivano dal CONI. In una nota di qualche tempo fa la nuova struttura del CONI aveva indicato chiaramente la strada del sistema meritocratico.
Il futuro di una federazione si gioca sugli aspetti tecnici e noi vogliamo mettere in campo le risorse più importanti in termini economici, di know-how, di esperienza, di organizzazione, di collaborazione.
Dovremo pensare ad un sistema di intendere e comprendere il pingpong che abbia un riferimento tra il settore tecnico centrale e quello periferico fino ad arrivare alle singole società.
Ci sono tre obiettivi ambiziosi da perseguire a breve, medio e lungo termine:

  1. la scuola italiana
  2. lo stile italiano
  3. il sistema italiano

Forse in questo momento non siamo pronti per parlare di una scuola italiana vera e propria, abbiamo bisogno di tempo, e nemmeno di uno stile italiano. Tuttavia, fra i tre, il terzo, ossia il sistema italiano è realizzabile in tempi brevi. Per la scuola italiana avremo bisogno dell’appoggio di tutti i tecnici che hanno a cuore la crescita tecnica. Insieme, con il supporto di tutti voi, potremo costruire la Scuola Italiana.
Per lo stile italiano occorre sentirci più uniti e condividere le scelte.
Al Responsabile del Settore Tecnico, figura principale, sarà affidato tutto l’impianto tecnico.
E’ importante che le società mettano al centro del loro modo di esistere la crescita tecnica. Essa può avvenire per qualunque età e per qualunque livello. Non dobbiamo pensare che la crescita tecnica è un qualcosa di esclusivo dei più giovani. Naturalmente le società esistono per far giocare i propri tesserati, ma non c’è crescita tecnica senza la voglia di migliorare il proprio livello, senza la voglia di migliorare le proprie conoscenze tecniche, essere avidi di conoscenza tecnica. Giocare e basta non ci deve soddisfare, dobbiamo pensare di giocare per migliorare. 
Il settore tecnico non può realizzare il suo progetto senza la collaborazione locale, o se volete regionale. Sarà dunque importante istituire un base tecnica di collaboratori regionali. Questi opereranno nelle rispettive regioni in stretta collaborazione con il responsabile del settore tecnico nazionale.
Occorre entrare nelle società e portare all’interno il seme della conoscenza, del metodo di lavoro, della soluzione ai problemi tecnici che gli atleti evidenziano, occorre dare la base ai tecnici locali e fornire loro gli strumenti per poter iniziare a lavorare sui ragazzi, ma non solo, sugli adulti, sugli amatori. Ognuno ha delle peculiarità tecniche, ma ognuno porta con sé anche problemi di natura tecnica e noi, insieme a voi, siamo chiamati a dare delle soluzioni. Ci rendiamo conto che le società non possiedono una guida tecnica, un manuale da cui partire. Regna ancora troppa approssimazione ed eccessivo empirismo. I tecnici stranieri ci stanno dando una mano ma il loro lavoro è troppo confusionario, abbiamo bisogno di un nostro sistema: partiamo dalla base.
Deve iniziare un inedito corso storico di coinvolgimento tecnico su base nazionale, un nuovo e rinnovato entusiasmo di natura tecnica.
Entro il primo anno di vita federale avremo attivato e formato i cosiddetti TRR ovvero i Tecnici di Riferimento Regionale. Essi saranno di diretta espressione del Responsabile Tecnico. Insieme si attiveranno per visitare e visionare le società, conoscere i vari protagonisti, iniziare un rapporto con il tecnico locale, aiutare tecnicamente laddove ce ne sia il bisogno, farsi trovare pronti a dare risposte, essere attenti nel saper ascoltare gli altri colleghi, individuare e indicare i talenti, verificare il lavoro svolto etc. Ma la collaborazione tecnica con i TRR non sarà solo nelle società in ambito locale, ma anche attraverso il coinvolgimento nelle nazionali giovanili e assolute sia nelle manifestazioni internazionali sia nel raduni collegiali.
Verranno predisposti i testi di studio, le dispense, si produrrà materiale che resterà patrimonio di tutti. Un patrimonio che potrà essere soltanto che arricchito dall’esperienza di tutti. Non basta, dopo il primo anno inizieremo a formare i TRN, Tecnici di Riferimento Nazionale, e successivamente, attraverso la collaborazione internazionale con l’ITTF, i TRI, Tecnici di Riferimento Internazionale, saranno tecnici certificati ITTF attraverso corsi di perfezionamento. Queste qualifiche permetteranno loro di poter avere uno status, essere riconoscibili a livello locale, nazionale ed internazionale, avere un vero e proprio ruolo.
 L’attuale sistema di classificazione non verrà modificato ma adattato rispetto ai nuovi programmi tecnici.
Noi sentiamo l’esigenza di accendere la scintilla della divulgazione. Divulgare quanto più possibile il pingpong, e più lo faremo e più ci sentiremo di aver assolto al nostro dovere.
Negli ultimi anni le nazionali che ci rappresentano all’estero hanno avuto vicissitudini poco edificanti. Occorre dare tranquillità di lavoro agli atleti e ai tecnici. Valuteremo con gli attuali tecnici federali se ci saranno le condizioni per lavorare in armonia ed in perfetta collaborazione. I risultati non si trovano per strada, bisogna costruirli con il lavoro quotidiano e soprattutto con l’aiuto di tutti, tutti devono sentirsi realizzati se la nazionale porta i risultati. Ma, per far si che tutti possano partecipare alla vita dei risultati, sarà necessaria la collaborazione con il tecnici locali dei singoli atleti della rosa della nazionale per stabilire priorità, programmi, intenti comuni. Per troppo tempo le esigenze societarie e quelle di nazionale non sono coincise.
Sappiamo che la struttura di Terni è vincolata da accordi con l’amministrazione locale, riteniamo tuttavia che le nazionali dovranno potersi allenare con profitto nei luoghi più idonei, ma al tempo stesso la nazionale rappresenta tutta l’Italia e quindi dovremo pensare anche alla promozione. La nazionale dovrà essere patrimonio di tutte le società e di tutti i tesserati.
Chiederemo agli atleti di essere partecipi alla promozione, così come lo chiederemo ai tecnici. Verranno predisposte manifestazioni promozionali attraverso l’utilizzo delle nazionali. Le nazionali saranno disponibili anche per questo aspetto.
Se ci sono dei talenti in Italia, come pensiamo, dovremo sfruttarli nel migliore dei modi. Cercheremo di dare sostegno alle società, se sarà necessario anche alle famiglie. Attueremo una politica di rispetto societario per la serena crescita tecnica dei giovani, ma offriremo alle stesse società di quei talenti la possibilità di fare esperienze internazionali, con camp all’estero e scambi tecnici. Investire nei talenti non è mai sbagliato.
Saremo sensibili ai risultati che i singoli riusciranno ad ottenere in ambito nazionale e avranno valore per il riconoscimento di atleta di nazionale.
Istituiremo delle borse di studio come viaggi premio, per gli atleti che otterranno profitto sia in ambito sportivo sia in ambito scolastico.
Il nostro modo di vedere tiene in alta considerazione chi ha fatto la storia del pingpong e quindi della Federazione. Ci sono stati personaggi a cui la Federazione deve qualcosa, di loro non ci dimenticheremo.
Istituiremo il Club dei Nazionali. Tutti gli italiani che hanno vestito la maglia azzurra saranno ammessi di diritto al club, sarà considerato come una sorta di Club dei Saggi con funzioni di consulenza e la federazione ascolterà le sue opinioni e proposte. Verranno organizzate delle iniziative per non perdere la memoria di tanti atleti.
Il settore tecnico istituirà delle borse di studio per le tesi di laurea con argomento pongistico, nonché tutte quelle iniziative che danno importanza alla divulgazione del pingpong.

LA COMUNICAZIONE

Stiamo vivendo l’era della comunicazione globale, la FITeT deve stare al passo coi tempi. Il portale web sarà molto più che un sito istituzionale di riferimento. avremo la collaborazione di persone appassionate al nostro sport e soprattutto competenti e la funzione non sarà solo quella di informare i tesserati sulle vicende nazionali ed internazionali della Federazione. All’interno si troverà tutto ciò che un pongista necessita, informazione in tempo reale, aggiornamento sui materiali, schede tecniche, filo diretto con la struttura e con i protagonisti, risultati, pagine personali, approfondimenti, sezioni dedicate alla tecnica, informazione internazionale, video, interviste, blog e forum. Dall’interno del sito si accederà alle pagine dedicate esclusivamente all’attività dei veterani, un proprio spazio, anche qui ricco di informazioni e contenuti.
Verranno inviate newsletters a tutti coloro che si vorranno iscrivere.
La rivista, che per forza di cose, diventa una pubblicazione anacronistica, sarà uno strumento di natura essenzialmente tecnica, un vero punto di riferimento per chi volesse approfondire le proprie conoscenze tecniche con articoli di tecnica, analisi tecniche e analisi tattiche, approfondimenti sulle gare nazionali ed internazionali.

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