In ricordo di mia madre che nei Consigli Comunali…

Pubblicato: 19 giugno, 2008 in Senza Categoria

 

Pubblico da “La città” un articolo di mio padre sulla scomparsa della nonna.

 

In ricordo di mia madre che nei Consigli Comunali…

 

Nel Consiglio Comunale, seconda legislatura Sperandio, spesso, per la fragilità della maggioranza, nonostante la compattezza del gruppo dei DS, avvenivano frequenti sospensioni del Consiglio stesso. Allora: riunioni dei capigruppo e …ricerca della soluzione. Nella mia esperienza di capogruppo dei DS mi toccava trovare la soluzione, non sempre semplice, non sempre numericamente possibile. Una volta, verso la mezzanotte viene sospeso il Consiglio. La minoranza era disponibile ad un compromesso; non si trovava però il punto d’incontro. Toccava a me la mediazione. Chiesi tempo. Era mezzanotte passata, telefonai a mia madre… E lei “ Dimmi Giovanni, che c’è…… è mezzanotte…!!!”

Ed io “ Mamma ho il Consiglio sospeso, aiutami!!”

“Ho capito, ma dammi i termini della questione, non ho la bacchetta magica, fammi ragionare, calma…richiamami fra poco!!”

Io “ Ecco come sta la questione, ecc…. ecc…” Dopo un po’ richiamavo mia madre e questa donna, oltre gli 85 anni, con gli studi di 3^ elementare, con la lucidità e la calma consuete, mi diceva cosa dovevo fare. Tornai in Consiglio con la soluzione, accettata all’unanimità!!!

A mia madre, nel giorno della sua scomparsa ho voluto dedicare una poesia.

 

Giovannino Pettinaro, direttore didattico ed ex capogruppo Ds, ha voluto affidare a La Città un momento tutto suo…

 

A MIA MADRE

 

T’inoltri

anche tu

Erminia

madre

per le terre

dei mandorli

e dei peschi

sempre in fiore

 

come tutta

la stagione

della tua vita

lieta

e sorridente

contenta solo

di averci

tuoi figli

che coltivasti

tra piazzette

pietre antiche

e rupi assolate

nel castello

dei nostri sogni

Civitella

 

che la vela

della tua anima

voli leggera

segno

immortale

per chi ti ama

ed oggi

sente la frusta

e la dolcezza

del mistero

della tua vita

scrigno

del tesoro

che ci lasci

ultimo dono

come traccia

e meta

testimone

di infiniti patimenti

infinite gioie

il compagno

prigioniero

in guerra

 

un seme

da coltivare

una bambina

amata

sola

per sei lunghi

anni

tra le intemperie

della guerra

e le bassezze

umane

del borgo

rupestre

 

varcherai

la porta

e saprai

la risposta

 

vai

grande madre

ed amica

dei tanti

che sono qui

a ri-conoscerti

vai

e…. “chi ha

più filo

tesserà

per te

la tela

più bella”

chi ha più filo

tesserà

la trapunta

del cielo

che accoglie

la sua stella.

 

Giovanni Pettinaro

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