Ancora sulla moratoria Onu

Pubblicato: 8 gennaio, 2008 in Politica

18 DICEMBRE: L’ ONU DICE   “SI ALLA VITA” 

Si tratta di una data che rimarrà indelebile sui libri di storia. Poche settimane fa l’ Onu si esprimeva riguardo la moratoria contro la pena di morte. 104 i paesi favorevoli, 54 contrari e 29 astenuti. Alla votazione non hanno preso parte gli Stati Uniti in quanto la pena di morte li è regolata dai singoli stati, da cui sono composti, in totale autonomia. Una buona notizia anche per quanto riguarda gli States però c’è: proprio il giorno prima che l’ Onu votasse la moratoria, il New Jersey ha abolito la pena di morte. (e così salgono a 13 gli stati americani in cui la pena di morte è stata abolita). Qualcosa inizia a cambiare anche nel paese dei boia e degli hamburger… finalmente!!! E’ vero, la moratoria non comporta vincoli di nessun genere, ne possiamo auspicarci che dal 19 Dicembre tutti i 91 paesi (tra cui India, Ucraina, Cina, Cuba, Cile, Egitto, Giappone) in cui è ancora in vigore la elimineranno. E’ sicuramente, però, un messaggio forte e un appello chiaro affinché quella civilizzazione globale, a cui tutti noi speriamo, possa concretizzarsi. Un balzo in avanti di grande civiltà e uno sprono per la realizzazione in tutti i paesi della DEMOCRAZIA. Girando su internet incredibilmente possiamo scoprire come la pena di morte al livello giuridico in Italia è stata abolita solo nel 1994 e l’ ultima esecuzione risale al non lontanissimo 1947.

Tra gli innumerevoli motivi per cui la pena di morte andrebbe abolita OVUNQUE c’è sicuramente la non umanità del metodo punitivo in primis, la possibilità di errore e quindi di condanne a morte di innocenti (e molti sono stati i casi in cui questa possibilità è diventata realtà) e l’ effetto contrario della pena, in quanto negli Stati in cui è stata applicata statisticamente i reati sono cresciuti. Molti sono i motivi che mi porterebbero a scrivere pagine di giornale per ribadire la contrarietà alla pena di morte. Innumerevoli i punti di discussione contro questa incredibile efferatezza. La storia c’è lo insegna: “Chi non ha memoria del proprio passato è condannato a ripeterlo”. L’ articolo numero 3 della dichiarazione universale dei diritti dell’ uomo (10 dicembre 1948) c’è l’ ho impone:

“Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona”

 

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