In questi giorni il mio cellulare sta quasi fondendo per le innumerevoli richieste d’ aiuto riguardo alcune problematiche riscontrate nei corsi di laurea triennali della Facoltà di Medicina e Chirurgia. Oltre a vestire i panni del sociologo e dello psicologo sono riuscito a risolvere, in parte, alcuni dei problemi emersi. E devo dire che, per l’ ennesima volta, non c’è cosa più gratificante, da quando vesto i panni del rappresentante, di un semplice ringraziamento da parte di uno studente. Il solo fatto di sapere di aver aiutato degli studenti che si sono trovati in difficoltà e che con ogni probabilità senza il mio aiuto (che non è altro che un DOVERE per noi rappresentanti) il problema non sarebbe stato risolto, mi riempie di gioia. Sono ormai quasi 4 anni che sono (con diversi ruoli) rappresentante nell’ Università aquilana e devo dire che nel corso degli anni le soddisfazioni più grandi sono state quelle di aver avuto la consapevolezza reale di poter aiutare gli studenti. Non è falsa retorica o finto “buonismo”, posso ammettere con grandissima sincerità che molte volte la domanda “ma chi me lo ha fatto fare?” mi è balenata nel cervello e in molti istanti i sentimenti di sconforto e rassegnazione hanno attraversato la mia persona. Ma posso dire, come spesso mi capita, che non c’è gratificazione più grande che un piccolo e semplice grazie di uno studente. Come dicevo in questi giorni mi sta capitando sempre più spesso e sempre in questi giorni riflettevo sul parallelismo politica/rappresentanza studentesca. Mbè non so se sia banale, ma la riflessione che subito mi è balenata è che, forse, la politica tornerà ad essere “sana” e tornerà ad arricchirsi di “valori” quando i cittadini inizieranno a ringraziare la politica. Insomma, la politica tornerà ad essere “politica” (polis+ticos) quando tornerà a svolgere la funzione per il quale esiste. Quindi quando i cittadini, realmente, ringrazieranno la politica perchè potranno vedersi difesi i diritti civili, quando potranno essere sicuri di un lavoro stabile, quando non dovranno più umiliarsi per arrivare a fine mese, quando non correranno più il rischio di morire nel luogo di lavoro; quando, insomma, la politica tornerà a fare la politica.
Pubblicato da mauropettinaro 



