Non c’era bisogno di un mago nè di uno stratega per capire che in Italia la “sicurezza” sul posto di lavoro è una parolina tanto bella quanto aleatoria. La 626, purtroppo, nonostante tutte le sue buone intenzioni ha ancora quei “piccolissimi” articoli che di fatto snaturano l’ intera legge (tipo il responsabile servizio protezione e prevenzione che le piccole aziende possono avere al loro interno?… o il numero di dipendenti che definiscono una piccola e una grande azienda?… o ancora i compiti dell’ rls non tanto chiari?). Ottima invece l’ introduzione della formazione dei lavoratori e ottime le sanzioni penali a carico degli stessi lavoratori nel caso in cui, ben “formati” e ben muniti di DPI, si spera possano iniziare a prendere consapevolezza dei rischi nel luogo di lavoro. Purtroppo, però, si sa… Il governo attuale non è un governo che difende la categoria dei lavoratori. E se già prima era difficile paventare la scomparsa delle “morti bianche” oggi sembra quantomai arduo il solo poter pensare che mai e poi mai il governo Berlusconi possa far qualcosa per risolvere il problema. Tra il “mutismo” del parlamento intero, tra la “sinistra extraparlamentare” che continua a giochicchiare e a scimmiottare, ancora non ci si rende conto che, forse, è bene iniziare a rivedere la stessa 626 o la 494 (legge sulla sicurezza nei cantieri), forse c’è la necessità di iniziare una forte discussione in materia di sicurezza sul lavoro senza inutili convegni propagandistici che, a questo punto, sanciscono il fallimento di destra e sinistra riguardo al problema.
Pubblicato da mauropettinaro 



