Elezioni: “il giocattolino teramano”

3 Luglio, 2009

E’ passato poco meno di un mese dalla data delle elezioni, ma non essendo palesemente una cosa così interessante ne parliamo ora. Perchè “il giocattolino teramano”? Mi sembra evidente che non avendo più questa città una persona quantomeno che possa assimilarsi il vezzeggiativo di “seria” che si occupi di politica, tutto è diventato un gioco. Allora ecco la grande e irreprensibile “squadra” pidiellina che si presenta come una macchina da guerra pronta a vincere il campionato stracciando tutte le altre pretendenti. Ed ecco, quindi, la mitica e irreprensibile SQUADRA. Questa grande macchina da guerra tutt’ immagine e fantasia. Una “corazzata” della politica che par essere il modello europeo della politica. L’ innovazione, la freschezza e l’ assoluta preparazione della squadra come cavalli di battaglia!!! Insomma dei geni della politica, dei veri e propri luminari. Ma perchè a Teramo si giudica un assessore o un sindaco per quello che fa o per l’ immagine che dà? Mi sembra evidente che in questo Teramo sia veramente un modello… un modello italiano sicuramente! Peccato che Chiodi o qualcuno della sua giunta non si sia impolpato qualche bella fanciulla, così sicuramente Brucchi avrebbe accresciuto il suo consenso e poteva sicuramente ad ambire al 70% dei consensi. E il centro-sinistra che fa? Ma scusate… abbiamo detto che Teramo è a mio giudizio la città che meglio rappresenta la realtà italiana… e allora cosa pretendete? L’ opposizione sta seduta sui banchi, ogni tanto si incazza perchè qualcuno non spegne il telefonino o perchè qualcuno sfoglia un giornale (forse magari in questo caso sarà anche invidia perchè qualcuno ha la pretesa di informarsi e di accrescere la propria cultura?). Poi arrivati a qualche mese dalle elezioni si inizia a pensare al possibile candidato e, giustamente direi, dato che l’ opposizione per 5 anni non ha fatto una benemerita mazza mi sembra quantomeno ingiusto e scorretto candidare a sindaco uno che per 5 anni non ha fatto praticamente nulla. Allora vediamo dall’ altra parte cosa offre il mercato. A ecco… l’ uomo “nuovo” che, magari si è permesso di contestare una scelta su cento della giunta Chiodi, è assolutamente perfetto per contrapporlo all’ assesore uscente Brucchi. Insomma alta politica e alta scuola dove il candidato sindaco uscente del centro sinistra propone un assesore uscente della giunta Chiodi, nonchè presidente del consiglio comunale, nonchè ex-candidato presidente della provincia per il centro-destra, nonchè esponente dell’ Udc (insomma un curriculum mica da poco che vi credete). E allora mettiamo un pò di udc qua, creiamo l’ udt, facciamo le virtù e perchè no inseriamoci lega nord e sinistra e libertà (chissà magari poteva essere figo avere il candidato sindaco che parteggiava per la cara e vecchia monarchia ed avere il “nuovo” partito della sinistra)… Insomma hanno provato anche il fallo di confusione, ma non c’è stato niente da fare. Il grande “Real Madrid” di Teramo ha spadroneggiato e vinto perchè aveva qualità da vendere… Aveva anche un assesore regionale della “CULTURA” nella lista che, giustamente, dato che ha trasformato questa città nella città della culla della cultura è stato premiato con una grande ovazione popolare. Ma che stupido… grazie ancora assesò perchè se 5 anni fa andavo all’ Olmo (PUBBLICITA’ OCCULTA: il bar più bello di Teramo) a farmi una bottiglia di 0,66 di Moretti, ora dopo 5 anni vado all’ Olmo e mi faccio un bel Mojto. Grazie ancora assessò… mi dispiace di non averla votato, anzi quasi quasi me ne pento. Mbè auguri “zio” Brucchi e ritrasforma questa città, così magari tra 5 anni, il prossimo “post-6 giugno” tornerò al Caffè dell’ Olmo bevendo una caipiroska meditando su quale altra “luminare” strategia politica ha prodotto questa città.


Disarmate di cemento

25 Giugno, 2009
Terremoto Abruzzo (L'Aquila) - Foto
6 aprile 2009
ore 3,32
terremoto
L’Aquila
scattano
le trappole-case
disarmate di cemento
Bambini
studenti
e povera gente
pagano
con la vita
i profitti
criminali
e sporchi
di alcuni assassini
colpevoli
di omicidio
volontario
Di alcuni assassini
col titolo incorniciato
di dottore qualificato
in cemento disarmato
Omicidio volontario
se la mente
di chi costruisce
sa cosa fa la mano
L’aquila
lastricata
di cadaveri
la strada
del dio profitto
L’aquila
lastricata
di calcinacci
e polvere
la coscienza
incosciente
dei controllori
delle case-trappole
disarmate di cemento

Teramo 19 apr. 09
Giovanni Pettinaro

Discorso concerto di Caparezza

20 Giugno, 2009

Il 6 Aprile per noi studenti, fuori sede e non, non ha solo rappresentato la distruzione e la possibile morte della nostra città, il 6 Aprile per noi studenti ha rappresentato purtroppo il rischio concreto di perdere i nostri progetti e le nostre speranze che riponevamo nel risiedere nella città dell’ Aquila. Nel cercare di descrivere la sensazione di quella notte la parola che più accumunava i nostri sentimenti era quella di “guerra”. Una parola tanto odiata, ma che in quel momento era ciò che tutti noi abbiamo associato a quella notte. Purtroppo la sensazione che ha rappresentato maggiormente quella notte è stata quella di vivere in una città in guerra. Quella guerra che vedevamo nei telegiornali e nei film ora era palesata di fronte ai nostri occhi. La sensazione di sentirsi bombardati e di non poter far nulla, la sensazione di non riuscire a capire cosa stesse succedendo e il dolore per i morti che di minuto in minuto si susseguivano. Gli studenti universitari hanno purtroppo pagato un caro prezzo nel giorno più brutto della storia aquilana. 55 nostri compagni di università ci hanno lasciato sotto le macerie. E’ stata sicuramente la notte più lunga della nostra vita e ha rappresentato per tutti noi un’ esperienza che mai riusciremo a cancellare dalla nostra memoria. La situazione attuale nei campi potete ben immaginare che è una situazione di assoluta precarietà e più passano i giorni e più la gestione del post/terremoto inizia a farsi difficile. Cambiano le priorità e cambia il modo di affrontare la vita. Il rischio più grande è quello che quella tragica notte possa rappresentare la distruzione fisica e psicologica del popolo aquilano. Fin dopo il sisma, però, la voglia di ricominciare è stata tanta. La voglia di ricostruire e di continuare ad avere una vita all’Aquila è stato il motore che ci ha spinti, ci spinge e ci spingerà a lottare per tornare ad avere una normalità possibile nella città dell’Aquila. La voglia di non far morire i nostri progetti e le nostre speranze è tanta. La voglia di riniziare un’ altra vita possibile, la voglia di rialzarsi e di credere che si debba andare avanti sopprattutto in memoria di chi, oggi, questa terribile esperienza non può nemmeno raccontarla. La nostra associazione, l’ unione degli universitari dell’Aquila, insieme agli studenti medi aveva nel centro storico aquilano una propria sede che rappresentava un vero e proprio punto di riferimento culturale e sociale per tutti gli studenti medi e universitari della città. Non era solo la nostra sede, ma era un luogo che tutta la città conosceva e in cui tutti gli studenti riponevano in esso le proprie speranze di cambiare la nostra società, di credere in un futuro migliore, di pensare e di agire per avere una scuola e un’ università migliore, di accrescere la propria cultura difendendo i diritti degli studenti. L’Aquila è una città con 70.000 abitanti e 27.500 studenti, una città quindi che viveva e si basava sulla vitalità dell’ Università stessa. La ricostruzione dell’Aquila non può prescindere dall’ Università e dai suoi studenti. Ed è per questo che vorremo aprire a l’aquila una nuova sede che possa essere punto di incontro per i giovani aquilani dove poter riniziare i propri progetti e le proprie speranze. Una sede che abbia la funzionalità per l’ accesso ai computer e la funzionalità di sala studio. Una sede che possa cercare di far tornare alla normalità gli studenti aquilani e che possa restituire loro una “normalità possibile”. Ai giovani e agli studenti aquilani che ora si trovano nelle tendopoli deve essere data la possibilità di tornare a costruire il loro futuro, la loro cultura e il loro percorso. Senza queste possibilità la ”nuova” generazione aquiana rischierà di scomparire definitivamente. Ed è per questo che è indispensabile una sede che possa far accendere un computer, che possa far aprire un libro, che possa far fare una riunione, un incontro e che possa, quindi, rappresentare un punto di socialità forte per tutti gli studenti aquilani. Vi ringraziamo per quello che state facendo nella speranza che al più presto potremo tornare anche noi ad organizzare concerti e continuare ad avere i nostri progetti nella città dell’Aquila.
 
Mauro Pettinaro


Cosa mi manca dell’Aquila / Via Del Gatto 2

25 Maggio, 2009

via del gatto Luogo di socialità! Questo è senza ombra di dubbio il termine che personalmente affido a quel posto che, putroppo, tanto mi manca da quella terribile notte. Certo via del gatto è simbolo di tante battaglie, è simbolo di innumerevoli rivendicazioni, ma credo che abbia nella sua peculiarità maggiore e nella sua unicità quello di essere uno dei luoghi di socialità più “attivi” d’ Italia. La parola “ritrovo” può risultare addirittura imbarazzante e inappropriata per un luogo che riusciva ad animare la crescita culturale e sociale di chi lo frequentava. Il continuo ricambio e la continua frequentazione di studenti, universitari, lavoratori, aquilani, teatranti e quant’altro rendeva via del gatto uno dei maggiori punti di incontro. Incredibile poi era il “punto di riferimento” che la SEDE riusciva a trasmettere.  Volevi cenare con qualcuno? Chiamavi in sede o contattavi qualcuno su internet e sicuramente riuscivi a trovare qualcuno che quella sera per un motivo o per un altro si trovava li a mangiare. Un luogo di “scontro” e “incontro”, di “lunghi dibattiti” e di “lunghi silenzi”, di “musica” e di “arte”, di “libri” e di “computer”, di “birre” e “caffè”, un luogo di vita dove tutto era autoregolamentato e autogestito. Un luogo dove il più grande trasmetteva qualcosa al più piccolo e il più piccolo trasmetteva qualcosa al più grande. Il tanto amato rapporto sociologico di scambio sociale e culturale, lì era naturale senza che nessun libro lo avesse impartito in nessuna lezione. 4 stanze, 1 bagno e 1 cucinino rappresentavano un patrimonio inestimabile. Mi manca, mi manca quel luogo dove riuscivo a vivere e confrontarmi, dove riuscivo a esprimermi e ad arricchire la mia persona, dove riuscivo a trasmettere e dove continuavo giorno per giorno ad imparare a vivere.


au revoir

15 Maggio, 2009


G8 a L’Aquila

30 Aprile, 2009

Se la scuola della Guardia di Finanza dell’Aquila può ospitare il G8, perchè non può ospitare l’Università?‏

L’Udu ritiene che la ricostruzione della città dell’Aquila non possa prescindere dal rilancio della sua Università, che da sempre rappresenta l’istituzione più importante, il motore vivo del territorio, in termini di ricchezza sociale, culturale ed economica.
I progetti di ricostruzione messi in campo dalle Istituzioni devono essere basati su alcuni principi fondamentali: conoscenza del territorio, condivisione e democraticità delle scelte. In questo contesto, il modello di ricostruzione deve avere come perno centrale l’Università, con i suoi centri di ricerca e i suoi studenti.
Per questo deve esserci la volontà politica precisa di investire sull’Università, per farla ripartire all’Aquila già da settembre.

E’ evidente che sono necessarie risposte concrete dalle Istituzioni, per garantire a tutti gli studenti borse di studio, esonero dalle tasse universitarie, trasporti gratuiti all’interno dell’Abruzzo e con le regioni limitrofe, risposte efficaci e condivise sulla residenzialità studentesca.
L’UdU, in merito, ha già proposto la creazione di un villaggio di case di legno nei pressi del polo universitario di Coppito.

Per la scarsità di spazi imposta dall’evento sismico che ha sconvolto la città dell’Aquila, molte facoltà dell’ateneo aquilano stanno scegliendo in questi giorni di delocalizzare i propri corsi di laurea in varie sedi della Regione Abruzzo.

L’UdU crede che sia indispensabile trovare delle soluzioni che permettano al nostro Ateneo di ripartire a L’Aquila.

La notizia di questi ultimi giorni, secondo la quale il Presidente del Consiglio ha confermato che il prossimo G8 si terrà presso la struttura della nuova scuola della Guardia di Finanza a Coppito, dimostra che ci sarebbero strutture pubbliche tali da ospitare al meglio l’ateneo aquilano. Infatti, tale sede sarebbe in grado, a detta del Governo, di ospitare migliaia di persone in occasione dei lavori del G8.

Il Sindacato Studentesco si chiede:
Se a L’Aquila c’è una struttura in grado di ospitare un evento delle dimensioni del G8, perchè non vi si può ospitare l’Ateneo?

L’UdU, quindi, chiede al Governo e alle Istituzioni tutte una risposta a questa domanda, perchè è assolutamente urgente mettere in campo soluzioni che permettano all’Università e ai suoi studenti di riprendere la propria attività a L’Aquila.


Ringraziamenti all’ Udu Aq

25 Aprile, 2009
Compagni, come ben sapete i ringraziamenti della mia tesi sono stati per la città dell’ Aquila (altro non potevo fare, al cuor non si comanda). La dedica, come i ringraziamenti, anche è stata obbligata dal cuore ed è andata ad Elvio. Volevo invece esprimere un ringraziamento speciale a tutti voi per quello che mi avete fatto vivere tutti e le emozioni che in questi anni ho vissuto con voi. L’ intensità delle relazioni, la diversità di esse e i grandi livelli emotivi hanno accompagnato le nostre battaglie e lasciato in me ricordi che custodirò sempre segreti. Purtroppo mi sono accorto che ultimamente non riesco bene a descrivere i miei stati d’ animo ed è per questo che vi lascio una poesia che ha scritto mio padre il giorno della mia laurea che racchiude i miei stati d’ animo di questi anni e con essa vorrei ringraziare tutti quanti voi. Non solo avete costellato cinque anni fantastici tra le battaglie in piazza, le cene a via del gatto e i giorni passati in facoltà, ma avete reso il giorno della mia laurea un giorno speciale e di grande intensità. Dei regali che dire… Stupendi… La maceria il regalo più bello! Ogni mattina che devo partire per l’aquila la guardo e mi da una forza incredibile per andare avanti. Per il regalo… Non appena avrò un pò di tempo vi comunicherò a chi sarà recapitata la donazione (grazie grazie grazie). E ora come al mio solito vi ammorbo e vi tedio con un momento “romantico”, ma di cui questa volta io non sono l’autore! Grazie ancora a tutti e… alla lotta!!!
Ps: (so che ora verrò preso in giro per mesi… però “plin plin” era il mio soprannome da piccolo)

PER MAURO

Sei qui
Plin Plin
dopo aver visto
la tua città rovesciata
uccisa
col cemento disarmato
da mani criminali
e da menti indifferenti
mute e conniventi

Dopo aver visto
Elvio
ucciso
col cemento disarmato
da mano criminale

con i tuoi amici
nella tenda della laurea
hai saldato alleanze
hai scambiato intelligenze
hai ancorato con picchetti
e con mani solidali
com’è il tuo cammino

vai Plin, Plin,
pulcino dorato
e ceruleo
continua il viaggio
della vita
tra tempeste
ed arcobaleni

segui la rotta
delle tue passioni
che il tuo viaggio
abbia sempre
lo stupore
di nuovi occhi
per nuove terre

il tuo tavolo
da ping pong
abbia sempre
giocatori
a rilanciarsi la pallina
anche quando la partita
è dura

asprezze
sconfitte
inventate
dal gioco della vita
per assaporare
la gioia della vittoria

continua a giocare
Plin Plin
la tua partita

sei qui
Plin Plin
dopo un duro cammino
la tua città rovesciata
un altro sguardo
l’essenziale
è invisibile agli occhi

G.PETTINARO 21/04/09


Ringraziamenti per la Tesi

16 Aprile, 2009

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” Il Futuro appartiene a coloro che credono nei propri sogni “

Grazie a questa bellissima città che ha dato e continuerà a dare un senso alla mia vita